0 visualizzazioni0 commenti

Quest'oggi parleremo di POSTURA e LAVORO D'UFFICIO, la combo perfetta!!

Appurato il fatto che non siamo dei Bronzi di Riace e quindi ognuno di noi possiede una postura, che deve essere non tanto perfetta quanto FUNZIONALE, ciò su cui dovremmo, invece, porre l'attenzione è una serie di atteggiamenti e vizi posturali che assumiamo nel corso della routine e che alla lunga potrebbero scatenarci una serie di problematiche.

Provate a pensare a come state seduti per 8 ore e più di fila davanti ad uno schermo, chi studia sul divano o nel letto a pancia in su, a pancia in giù di trasverso, chi sta 24h attaccato al telefonino, chi deve rispondere a chiamate e anzichè usare le cuffie o l'autoparlante incastra la cornetta tra l'orecchio e la spalla, insomma tutte cose che bene o male abbiamo o facciamo tutti!!

... 𝑪𝒐𝒔𝒂 𝒇𝒂𝒓𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒆𝒗𝒊𝒕𝒂𝒓𝒍𝒆? ATTENZIONE nei piccoli gesti, COSTANZA nel fare qualche esercizietto, TRATTAMENTI PREVENTIVI e DI MANTENIMENTO ma il segreto è sempre quello di affrontare la giornata lavorativa/ di studio con SERENITA' e TRANQUILLITA'.

 

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞̀ 𝐯𝐢 𝐝𝐢𝐜𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨?

𝐏𝐈𝐂𝐂𝐎𝐋𝐎 𝐂𝐄𝐍𝐍𝐎 𝐃𝐈 𝐁𝐈𝐎𝐌𝐄𝐂𝐂𝐀𝐍𝐈𝐂𝐀

Per farla semplice e non annoiarvi troppo, tra una vertebra e l'altra della nostra colonna vertebrale, esiste un disco che possiede una parte esterna più robusta ed una più interna più molliccia contenente acqua. Questo disco ci permette quindi di ammortizzare, resistendo ad una serie di stress che potrebbero andare a ledere la nostra colonna vertebrale.

Il nostro disco, però, è PERENNEMENTE soggetto a compressione (basti pensare alla forza di gravità a cui tutti noi siamo soggetti). Di seguito vi mostrerò uno schema esemplificativo per capire quanto delle posizioni che noi consideriamo banali, come lo stare sdraiati o seduti, gravino sul nostro disco, comportando alla lunga episodi di discopatie, che poi evolvono in protusioni e poi in ernie (che penso conosciate tutti, purtroppo).

Il rinforzo della muscolatura addominale riduce la tensione sui dischi del 30%!!

 

𝐓𝐨𝐫𝐧𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐥 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞... 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐭𝐚𝐭𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐝𝐨𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞?

Per mia esperienza personale, la maggior parte delle persone che lavora dietro la scrivania, ha avuto nell’arco della sua esperienza lavorativa, tensioni alla cervicale, che poi sfociano in mal di testa, dolori alle braccia, che poi evolvono in tendiniti a livello del gomito e polso oltre al classico mal di schiena

Di seguito qualche esempio di come NON ci si siede e di come bisognerebbe invece sedersi (ma non possedendo nel mio studio le giuste precauzioni mi rifarò ad un libro molto interessante che ho rispolverato).

COSA SI PUO’ FARE?

  • CARATTERISTICHE DELLA SCRIVANIA: l’altezza deve essere intorno ai 70/80 cm permettendo all’operatore di poggiare i gomiti formando con le spalle un’angolatura di 90°.

  • LA SEDIA: deve essere regolabile in altezza intorno ai 40-50 cm con una larghezza tra i 38 e 42 cm con un possibile rigonfiamento lombare per permettere il corretto mantenimento della lordosi lombare; inclinazione tra i 90 e 110° con braccioli se possibile regolabili ma sempre presenti e i piedi devono essere bene appoggiati al pavimento.

  • TASTIERA e MONITOR: per chi svolge un’attività d’ufficio prolungata, utilizzando il computer, sarà necessario prestare attenzione anche al posizionamento della tastiera e del monitor. La tastiera deve essere ovviamente essere dissociata dallo schermo per consentire all’operatore di assumere una posizione confortevole. Avambracci e polsi devono stare in linea, pertanto sarebbe bene che gli avambracci si trovino leggermente più in alto rispetto alla tastiera. Per quanto riguarda il monitor deve essere posizionato davanti all’operatore a una distanza compresa tra i 35 e i 70 cm; il sistema visivo è fondamentale per il posizionamento della testa, collo e quindi della colonna in toto, fare perciò molta attenzione. Per chi passa tante ore davanti al computer si consiglia di distogliere ogni tanto lo sguardo dallo schermo e puntare lo sguardo in altri punti della stanza, passando anche da un oggetto all’altro. Cercare comunque di mantenere una muscolatura del collo e della mascella rilassata.

CONSIGLI PRATICI: se il tempo trascorso davanti al computer è lungo, organizzare delle pause di 15 minuti ogni due ore di utilizzo, durante le quali si possono effettuare esercizi facili e decontratturanti.


 

Sperando che queste mini informazioni possano esservi d'aiuto, auguro a tutti voi impiegati d'ufficio e non, BUON LAVORO!!

70 visualizzazioni0 commenti

Con grande entusiasmo possiamo finalmente annunciare che questa "oscura" e "magica" professione, chiamata Osteopatia, è stata riconosciuta in data 5 novembre 2020 (una gioia in questo 2020, terrei a sottolineare) come professione sanitaria.



Come tutti sapete, attualmente sono una MASSOTERAPISTA e non voglio abusare del termine Osteopata, in quanto ho ancora davanti un intero anno di scuola e probabilmente una vita di studi per considerarmi tale a tutti gli effetti, però voglio iniziare a farvi entrare in questo meraviglioso mondo, raccontandovi cos'è l'osteopatia, a chi si rivolge, per quali problematiche viene utilizzata e come lavora un Osteopata nel suo studio. Con questa mini presentazione spero di riuscire a trasmettere a tutti, anche ai più scettici, che l'Osteopatia non è più "il cunscia oss" di turno, non è magia ma è una disciplina (ora possiamo dirlo) SANITARIA basata su evidenze e studi scientifici.


𝑪𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔'𝒆̀ 𝒍'𝑶𝒔𝒕𝒆𝒐𝒑𝒂𝒕𝒊𝒂?

Il termine osteopatia deriva dal greco “òsteon” (osso) e “pathos” (sofferenza). E’ stato coniato dal medico americano Andrew Taylor Still nel 1874 per indicare una nuova formula terapeutica che non si fonda sugli stessi principi della medicina ufficiale.


"L'osteopatia è la regola del movimento, della materia e dello spirito, dove la materia e lo spirito non possono manifestarsi senza il movimento; pertanto noi osteopati affermiamo che il movimento è l'espressione stessa della vita". Still


Analizzando questa citazione del padre dell'Osteopatia, possiamo quindi dedurne i principi cardine:

➳unità del corpo, l'osteopatia considera l'individuo nella sua globalità: ogni parte costituente la persona (psiche inclusa) è dipendente e influenza tutte le altre; ne segue che un corretto funzionamento di ognuna assicura quello dell'intera struttura;

➳ relazione tra struttura e funzione: Still nella citazione sopra riportata parla di movimento; quest'ultimo risulta permesso dall'equilibrio di tutte le componenti del nostro corpo e il nostro compito da Osteopati sarà quello di mantenere questo equilibrio (come prevenzione) o di ripristinarlo in caso di traumi e disfunzioni.

➳autoguarigione: il lavoro dell'Osteopata non è quello di guarire, ve l'ho detto che non siamo maghi, ma è quello di facilitare e indirizzare il corpo, asservendoci di varie tecniche, verso l'autoguarigione.


𝑨 𝒄𝒉𝒊 𝒔𝒊 𝒓𝒊𝒗𝒐𝒍𝒈𝒆?

L'Osteopatia non fa differenze, si rivolge al più piccolo (e con più piccolo intendo neonati e bambini) fino al più anziano, alla donna incinta, allo sportivo ma anche al più sedentario. Insomma è aperta e disponibile a tutti.


𝐏𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐢 𝐯𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥'𝐎𝐬𝐭𝐞𝐨𝐩𝐚𝐭𝐚?

Questa è una domanda che mi fate in molti e avete ragione a farla.

L'Osteopatia tratta, infatti, diversi ambiti, tra i quali:

➳ ambito muscolo-scheletrico: infiammazioni del tessuto muscolare, tendineo (contratture, spasmi della muscolatura, tendiniti), disfunzioni articolari e alterazioni posturali. Un esempio: cervicalgie, dorsalgie, lombalgie, discopatie/protusioni/ernie, cefalea, epicondiliti, fascite plantare, spina calcaneare, crampi muscolari e così via.

➳ambito viscerale: una vera scoperta dell'Osteopatia, si occupa del ripristino della corretta mobilità dei vari organi e della loro omeostasi, andando ad intervenire per esempio su patologie quali ernia iatale, reflusso gastro-esofageo, stipsi, gonfiore addominale ecc.

➳ambito psicologico: l'Osteopatia comprende il paziente sotto tutti i punti di vista e quindi anche gli aspetti psicologici, intervenendo ad esempio sulla respirazione diaframmatica oltre che con tecniche di rilassamento vuoi massoterapiche, vuoi cranio-sacrali, con tecniche viscerali (a livello intestinale produciamo la maggior parte della nostra serotonina, ormone della felicità). Fondamentale sarà quindi la collaborazione con figure professionali quali Psicologo e Psicoterapeuta.

➳ ambito pediatrico: come detto prima l'Osteopatia si rivolge anche ai più piccoli, e ancor prima seguendo il percorso della madre durante la gravidanza. Anche in questo caso l'Osteopatia ha fatto davvero un passo da gigante nella medicina, collaborando insieme a pediatri, ostetriche in disturbi quali plagiocefalia, problemi di reflusso, le tipiche colichette, torcicollo miogeno ecc.

➳ ambito ginecologico: contribuisce alla risoluzione di problematiche quali: dismenorrea (mestruazioni dolorose), disturbi post parto, problemi legati alla menopausa, piuttosto che cistiti ricorrenti.

➳ ambito stomatognatico: in collaborazione con dentisti, ci occupiamo della valutazione e trattamento dell' ATM, per esempio in caso di bruxismo notturno, serramento dei denti, malocclusioni che possono comportare mal di testa, cervicalgie e di conseguenza anche alterazioni posturali.

➳ambito ottico: anche l'occhio riveste una notevole importanza per il nostro sistema; un'alterazione dello sguardo per un difetto visivo, un occhio dominante, si ripercuoterà anch'esso sul sistema posturale inizialmente cervicale creando degli adattamenti poi in tutto il corpo.

➳ambito sportivo: utile soprattutto per la prevenzione da infortuni. L'Osteopatia è, infatti, vista da molti come disciplina preventiva e pertanto tramite tecniche fasciali, muscolari e articolari accompagna lo sportivo durante tutto il suo percorso.


𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚 𝐮𝐧 𝐎𝐬𝐭𝐞𝐨𝐩𝐚𝐭𝐚?

L'Osteopata lo possiamo definire colui che ricerca, scavando in profondità all'interno del paziente, la causa primaria del suo problema. Dopo aver accolto il paziente, infatti, la parte più importante è distintiva del nostro lavoro è l'ANAMNESI, ossia, l'operatore pone al paziente una serie di domande riguardanti le proprie abitudini di vita, sport, hobby, lavoro, traumi, infortuni, patologie, interventi chirurgici e così via, fino al motivo della consultazione attuale. A questa seguirà poi un'attenta VALUTAZIONE POSTURALE, o in genere di palpazione e test; in questa seconda fase l'Osteopata va ad osservare l'atteggiamento del soggetto nella statica e nella dinamica, lo farà poi accomodare sul lettino dove andrà a palpare e a percepire se ci sono zone più rigide, ipomobili, avvalendosi anche di TEST ORTOPEDICI E NON.

A questo punto, dopo esserci fatti un'idea di quale potrebbe essere la disfunzione che causa la sintomatologia al paziente, inizieremo il nostro trattamento avvalendoci di una serie di tecniche, che l'operatore decide di utilizzare, in base al soggetto che ha di fronte.

Si conclude il trattamento con la rivalutazione del paziente, sia tramite i test effettuati prima del trattamento, sia con l'osservazione posturale e osservo se ci sono stati miglioramenti o peggioramenti.


 

La parola per descrivere questa professione è AFFASCINANTE e aver finalmente raggiunto questo traguardo di riconoscimento come PROFESSIONE SANITARIA, è una gioia e una soddisfazione per tutti noi, che da tempo, ci battiamo per far sentire la nostra, per farci "rispettare" lavorativamente parlando, seppur con umiltà e ricercando sempre il consenso e la collaborazione con medici e tutte le altre splendide discipline.

Grazie a tutte le persone che da anni si sono messe nelle mani di questa figura, perchè è solo grazie a voi che siamo arrivati dove siamo oggi, e auguro a tutti i colleghi un grosso in bocca al lupo per il loro futuro.

#𝐀𝐌𝐀𝐑𝐄𝐈𝐋𝐏𝐑𝐎𝐏𝐑𝐈𝐎𝐋𝐀𝐕𝐎𝐑𝐎𝐒𝐄𝐌𝐏𝐑𝐄!!



33 visualizzazioni0 commenti